BIO

Roberto Papetti nasce il 26 ottobre 1979 a Porto San Giorgio e vive a Torre di Palme, un paesino della costa delle Marche riconosciuto tra i borghi più belli d'Italia, al quale è legato visceralmente.
Sin da piccolissimo, affascinato dalla natura e dagli animali, è sempre stato predisposto alla "fuga" dai locali di casa per raggiungere i luoghi all'aria aperta dove, biondino e scavezzacollo, trova la sua dimensione ideale spingendosi nei luoghi più selvaggi.
Il percorso formativo obbligatorio lo vede tra i banchi di scuola, assorto nelle sue fantasticherie naturalistiche e sognatore refrattario ai vincoli scolastici, raggiunge il diploma in Ragioneria. Infatti, sin da giovanissimo, sperimenta nelle sue uscite l'uso della macchina fotografica avventurandosi nelle campagne con una macchina a pellicola Yashica MG1 della madre, per niente contenta dell'uso indiscriminato del suo gioiellino da parte del figlio e del gran numero di rullini da portare a sviluppare.


 
 
E' così che in Roberto, spesso silenzioso e sognatore, comincia a prendere forma l'interesse per la fotografia naturalistica. Benché spesso coinvolto dagli amici intraprenda l'arte della pesca, diventando un pescatore sopraffino cultore di diverse tecniche sempre ad alto livello, il suo sguardo, nei suoi silenzi, volge sempre alle montagne, a quei luoghi reconditi che lo affascinano sempre di più. Il richiamo è fortissimo e il trekking fotografico diventa la sua passione primaria, la sua dimensione reale, ciò che lo fa sentire vivo. Nel lasso di tempo che intercorre dal 2001 al 2003 Roberto, dopo aver abbandonato la fotografia a pellicola, passa alla fotografia digitale dedicando moltissimo tempo allo studio della materia, delle tecniche e delle attrezzature.
Sperimenta per un breve periodo la tecnica del Macro...
Frequenta diversi seminari, workshop, ...
La fotografia digitale lo rapisce e lo affascina, diventa uno studente interessato di teoria e quei banchi di scuola che da bambino erano troppo stretti, ora sono diventati i Monti Sibillini dove mette in pratica ciò che studia nelle prime e timide uscite che poi diventano sempre più numerose e consapevoli.
La sua personalità si sta formando, il fotografo diventa sicuro ed estroso, l'uomo maturo e consapevole. Oramai i percorsi dei suoi trekking lo portano sempre più lontano in innumerevoli avventure: Lui attore principale, la macchina fotografica sua fedele compagna, la Natura sua amata maestra.


 
 
Roberto con la sua fotografia naturalistica vuole trasmetterci l'arte del fotografare nel suo senso più aulico, trasmetterci l'emozione della sua anima in ogni determinato scatto, raccontarci qualcosa che le parole non saprebbero descrivere.
Vuole trasmetterci il rispetto e l'ammirazione per la natura e per il regno animale, cose che passano attraverso uno studio concreto e una conoscenza profonda dell'ambiente, degli habitat e delle specie animali.
Il fotografo non è un viandante frettoloso di collezionare numerosi scatti, ma un umile osservatore capace di bloccare in uno scatto un percorso di emozioni visive che verranno trasmesse a chi vedrà le sue opere.
L'uomo non è più quel bambino inconsapevole che fuggiva per i boschi ma un sottile degustatore della fenomenologia naturalistica che sa ascoltare senza parlare, essere presente senza interferire, camminare senza calpestare, aver vissuto un luogo senza lasciare traccia, averci portato tutto davanti agli occhi senza aver toccato niente.
L'arte della fotografia Roberto la sente dentro, è una parte imprescindibile del suo essere. nelle sue fotografie ci porta insieme a lui in quei posti, a provare quelle emozioni a fior di pelle, a sentire quei suoni e quegli odori in un filo conduttore che parte dalla sua anima e attraversa il suo occhio, l'obbiettivo della sua macchina fotografica e giunge fino al nostro cuore.

Per questo motivo quando guardate le sue opere siate ben attenti a percepire l'essenza di quei posti, gli odori dei colori...
e... ascoltate!!!